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ECONOMIA
11 febbraio 2014
Off line marketing: still useful? - III
Let's finish this parade about the off line marketing plan possible for a touristic business.

4) leafleting and print of advertising posters.
Thrown up money, in my opinion, unless you host a special event that you wish the biggest number of visitors to take part into. But if you work in tourism, on the middle and long run that is not what you really need.

5) coupons. I have never dealt with them and I know them only by buzz. It is a way of promotion very useful in some sectors, such as retail.
Properly gaged and integrated into a web marketing strategy, it could work also in tourism, but the point is: maybe it suits more to an on-line strategy.

6) institutional events. I am thinking mostly about educational tours, that is journalists and tour operators who, expensed by a public administration (Council, Province, Region...), visit a territory to get to know its locations and tourist services, to the extent of suggest it to their customers and write about it in an endearing way.
They are a perfect kind of promotion for a touristic businessman, almost free, apart from the hours of work and providing some free service (lodging, typical food) to the opinion leaders above named, who, in return, will surely  remind of you when they are creating their tour packages or writing dowm an article on their review. If you are invited to, it would be stupid to refuse!
Apart from Educationals, you should keep friendly and frequent relationships with public administrations in your area (the chamber of commerce and the province above all, but also promotional associations), to be always informed about new steps which could interest you: courses, business meetings, fairs with a shortened cost.
Finally, remember that you can promote yourselves even through trade associations (agricultural, holiday farms, bikers...).

In short, you can spend well, badly or very badly your money, but please remember:  that's all marketing!
10 febbraio 2014
Off line marketing: still useful? - I
I could argue for hours and quote opinion leaders much more influential than me. But the truth is: as much as possible, I prefer grounding my assertions upon my experience, so my answer will be: not very much.

What is about, nowadays, an  off line marketing  strategy, for a tourist company?
Well, basically what you can do is:
1) fairs
2) brochures & depliants
3) advertising on mass media (press, radio, tv)
4) leafleting and advertising posters
5) coupons
6) instituzional events.

Suppose you manage a holiday farm where you provide lodging, restoration, campers & tends indoor area, riding school and horse riding in the countryside.
Can you make all the actions here listed?
Sure you can! The problem is all of them have a certain financial cost, whereas the return is not as much certain.
Let us analize those actions into details, by starting from point # 1 and going on, by the next days, with points from #2 to #6.

1) fairs. They can be local fairs (e.g. an agricultural village fair), national fairs (usually, thematic, therefore tourist fairs like BIT in Milano, which takes place in February) or international fairs. 
But bigger fairs are quite expensive, involve a high mental and physical engagement, as much as a long-term previous planning. 
Is it worth while? 
In my opinion, not much, but to the extent of attending them to get in touch with business operators, e.g. foreign tour operators who come to Italy once or twice a year to take part into them. But, if it so, you can enter by paying an ordinay ticket and waste a stand's money, just visiting other contractors during business meetings (serious fairs do have business meetings).

(...)
ECONOMIA
9 febbraio 2014
Off line marketing: serve ancora? - III

E' domenica e mi appresto a concludere questa veloce carrellata sulle azioni di markering off line possibili a un'impresa turistica.

4) volantinaggio e stampa di cartellonistica pubblicitaria.
Soldi buttati, a mio parere, a meno che la nostra struttura non ospiti un evento speciale cui si vuol far partecipare il maggior numero possibile di gente del posto. Ma se operiamo nel turismo, sul medio e lungo periodo non è questo che ci serve.

5) coupon. Premetto che non me ne sono mai occupata e li conosco solo per sentito dire.
E' una forma di promozione molto utile in alcuni settori, es. le vendite al dettaglio. Opportunamente calibrato, e integrato in una strategia di web marketing, potrebbe funzionare anche nel turismo, ma la vedo appunto più come strategia on line, che off.

6) eventi istituzionali. Penso principalmente agli educational tour, ovvero visite di giornalisti di settore e tour operator spesati da enti pubblici (Comune, Provincia, Regione...) che visitano un certo territorio per conoscerne infrastrutture e servizi nell'ottica di proporlo ai propri clienti e di parlarne in modo accattivante.
E' una forma di promozione praticamente perfetta per un operatore turistico, quasi a costo zero se si escludono le ore-lavoro e l'eventuale fornitura di qualche servizio gratuito (alloggio, cibo...) ai suddetti personaggi, i quali però vi restituiranno il favore ricordandosi di voi quando dovranno imbastire un pacchetto turistico o un articolo sulla vostra località. Se vi viene proposto, è da pazzi rifiutare.
Educationals a parte, nulla vieta di tenere contatti cordiali e frequenti con gli enti pubblici promozionali della vostra area (camera di commercio e provincia in primis, ma anche la pro loco o altre associazioni miste pubblico-privato) per sentire se ci sono iniziative che vi possano interessare: corsi, incontri business, fiere con contributo pubblico per abbattere i costi...
Infine, ricordate che potete promuovervi anche tramite associazioni di categoria (associazione agricola o agrituristica, Fiab, catalogo Girolibero per le bici, ...).

Vi sono venute in mente altre strategie off line fattibili, mentre leggevate? Magari qualcosa che avete fatto e ha funzionato alla grande? O qualche nuova iniziativa di cui avete sentito parlare sui giornali? 
In effetti di idee nuove ce ne possono sempre essere, anche in un'epoca in cui l'informazione on line predomina: anche a me, mentre finivo di scrivere i post, sono venute in mente un paio di cose, di cui magari vi parlerò la prossima volta, 

In definitiva, potete spendere bene, male o malissimo i vostri soldi. Ma ricordate:  that's all marketing!

ECONOMIA
8 febbraio 2014
Off line marketing: serve ancora? - II

Continuiamo con le azioni di marketing off line.

2) materiale promozionale cartaceo. Brochures, biglietti da visita, cartine della zona su cui compaia la nostra posizione e come arrivare etc. : servono sempre meno, ma una piccola quantità, almeno bilingue se non trilingue (italiano, inglese, tedesco), serve, si può distribuire alle fiere e in altri eventi di settore.
Mi raccomando però: molti operatori turistici, per risparmiare, si danno al fai-da-te sia nella redazione che nella traduzione, con risultati dall'antiquato, al ridicolo, al penoso. Affidatevi a un professionista, please: sono soldi spesi bene e il copyright rimane a voi, con possibilità di ristampa per anni.
Un consiglio: a Torino, recentemente, ho mangiato in un ottimo ristorante consigliatomi da un conoscente (v. punto 3 "passaparola"). All'uscita io e il mio compagno ci siamo complimentati e abbiamo chiesto un paio di biglietti da visita: ce li hanno dati invitandoci calorosamente a recensirli su TripAdvisor, e il biglietto da visita stesso recava la stessa richiesta sul retro. Questo sì che è saper fare marketing!

3) pubblicità di tipo tradizionale sui mass media (stampa, radio, tv). Molto costosa.
Per la mia esperienza, vale la pena comparire in articoli sulla stampa di settore, ovvero riviste italiane ed estere che parlino della nostra località, ma difficilmente servirà avere pagato per un'inserzione pubblicitaria se il giornalista che redige l'articolo non parla bene di noi o non ci nomina affatto.
Tenete inoltre presente che ormai il turista si fida molto più del passaparola che dei canali ufficiali, cioè crede più a una recensione presumibilmente gratuita su Tripadvisor, che all'articolo di un professionista su una rivista di viaggi, a meno che questa non abbia una reputazione solida e consolidata.

A domani per il seguito!

(...)

ECONOMIA
7 febbraio 2014
Off line marketing: serve ancora? - I

Potrei discuterne per ore e citarvi pareri molto più autorevoli del mio. Ma la verità è che preferisco basarmi più possibile sulla mia esperienza, e quindi la risposta è: non molto.

In cosa consiste, oggi, una strategia di marketing off line, nell'ottica di un'impresa turistica?
Be', le azioni che potete mettere in atto sono sostanzialmente ...:
1) fiere
2) materiale promozionale cartaceo
3) pubblicità di tipo tradizionale sui mass media (stampa, radio, tv)
4) volantinaggio e stampa di cartellonistica pubblicitaria
5) coupon
6) eventi istituzionali.

Immaginate ad esempio di avere un agri-ippoturismo, cioè una struttura agricola nella quale si offrono alloggio, ristoro, spazio per tende e camper, maneggio e passeggiate a cavallo.
Potete fare le azioni che ho elencato sopra?
Certo. Il problema è che hanno tutte un costo monetario sicuro, a fronte di un ritorno non altrettanto certo.
Analizziamole in dettaglio, cominciando dal punto 1 e proseguendo nei prossimi giorni con i punti da 2 a 6!

1) fiere. Possono essere locali (es. fiera agricola del paese, sagra del santo patrono...), nazionali (di solito di settore. Quindi ci rivolgeremo a fiere turistiche, come la BIT di Milano che tra parentesi si svolge la settimana prossima) o internazionali. Più ampio è il raggio, più costa la partecipazione, maggiore è l'impegno personale e psicofisico, maggiore è inoltre la preparazione occorrente anche in termini di pianificazione a lungo periodo. Conviene?
Secondo me, poco, se non nell'ottica di frequentarle per prendere contatti con operatori del settore, ad esempio agenti di tour operator stranieri che vengono in Italia una o due volte l'anno apposta per prendervi parte. Ma allora, è possibile entrare pagando il biglietto e andando a visitare altri espositori o incontrarli negli incontri business (se è una fiera seria, ci sono), senza sostenere il costo di allestire uno stand.

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