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opinioni su letteratura, cinema, attualità e non solo
SOCIETA'
28 luglio 2011
Speriamo

E' davvero apprezzabile la gentilezza, anzi, la disponibilità mostrata dall'attore Luca Zingaretti a favore di un centralinistra non vedente di Agrigento cui ignoti figli di buona donna ieri hanno rubato il cane-guida.

Da amante degli animali penso anche a come starà il cane, Alì, e alle possibili ragioni per le quali è stato rubato; e cerco di non pensare agli scenari peggiori.

Naturalmente un blog personale non può fare più di tanto come cassa di risonanza, ma spero di dare così il mio piccolo contributo, linkando l'
articolo del Corriere della Sera in cui si racconta l'episodio e si fornisce una descrizione minuziosa dell'animale.

Apprezzerei molto anche che altri blogger prendessero spunto per segnalare la cosa sulle rispettive pagine. A noi non costa niente, per un uomo e per il suo cane potrebbe essere un aiuto fondamentale. 

SCIENZA
16 marzo 2011
Sogno

Io sogno un mondo dove chi installa pannelli solari sul tetto non sia più compatito come un poverino che aveva qualche soldo da buttare via.

Dove i popoli sputino in faccia a quei capi di governo che, a vent’anni da un referendum in cui i cittadini si erano esplicitamente espressi contro il nucleare, abbiano la faccia di culo di cercare di far aprire decine di nuove centrali, costringendo i suddetti cittadini a indire un nuovo referendum sullo stesso identico tema.

Sogno un mondo dove una nullità come la Prestigiacomo possa ambire al massimo alla carica di bidella part-time in una scuola (privata, per carità, con la Gelmini come insegnante di religione), luogo ove potrebbe passare ore liete limandosi le unghie, l’unica cosa che è in grado di fare.

Sogno un mondo dove le fonti rinnovabili italiane facciano invidia al nord Europa, e non il contrario.

Un mondo dove si costruiscano nuove centrali nucleari solo ed esclusivamente nei giardini delle case di coloro che le vogliono, tipo Zaia, Chicco Testa, Cota, Formigoni...

Un mondo che non sia più sotto ricatto di tiranni sanguinari come Gheddafi per avere benzina e di dittatori spietati come Putin per il gas.

Un mondo dove siano, anzi, Gheddafi e Putin, così come gli sceicchi multimiliardari del Golfo Persico, a mendicare aiuti Onu, il giorno che le automobili andranno a elettricità o idrogeno, il giorno che case e uffici si riscalderanno con il fotovoltaico.

Un mondo dove chi crede nella scienza e nel progresso non adotti il “principio di precauzione” solo quando fa comodo, ma sempre e soprattutto quando è in gioco – appunto – la conservazione delle specie viventi, compresa ma non solo quella umana.

Un mondo dove io faccia in tempo a vedere tutto il petrolio del pianeta esaurirsi – clic – di colpo, come l’acqua del rubinetto di casa quando l’idraulico deve fare dei lavori e chiude il contatore, con un gorgoglio gioioso.

E dove, il giorno dopo io veda la gente accorrere in massa dai produttori di pannelli solari litigando e facendo aste selvagge per accaparrarsi gli ultimi pezzi in vendita.

SCIENZA
14 gennaio 2011
La volpe bielorussa



Sono sempre molto contenta quando sento che un cacciatore:
a) si è sparato al piede
b) ha sparato per errore al suo miglior amico
c) ha sparato per errore al suo cane preferito.

Spero sempre che sentendo queste notizie il numero dei cacciatori sulla faccia della Terra si dimezzi per incanto, ma evidentemente sono troppo ottimista.

Questa notizia, fresca fresca dalla Bielorussia, sulla 
volpe che ha sparato al cacciatore, apre nuove frontiere al mio ottimismo.

SCIENZA
21 marzo 2010
Il fuoco sotto il ghiaccio

Il primo giorno di primavera, la natura ci fa sentire che si sta svegliando.
L'Islanda è una terra relativamente giovane, e ogni tanto i suoi vulcani si risvegliano: stavolta è toccato al Katla, che si trova sotto il ghiacciaio di Eyjafjallajökull. Queste situazioni si verificano frequentemente nel Paese dei vikinghi, e portano inondazioni e devastazioni tanto spettacolari quanto disastrose - di una bellezza inaudita.
Il link con foto e video: 
http://paid-to-write.net/2876/islanda-vulcano-in-eruzione-dopo-200-anni-video/

DIARI
24 febbraio 2010
Film bellissimi ma fiumi inquinati

Oggi avrei voluto postare la recensione di Il concerto dell'impronunciabile Mihaileanu, già autore del celebre Train de vie.
Anzi, la stavo già componendo nella mia testa.
Avrei detto che merita proprio di essere visto (e su grande schermo, sennò va persa tutta la grandiosità di certe scene sul palco).
Avrei citato la bravura di Melanie Laurent.
Avrei aggiunto che come prende (bonariamente, allegramente, ferocemente) per il culo russi, zingari ed ebrei - ma anche impresari, burocrati di partito, comunisti, musicisti eccetera eccetera - questo regista, non li prende per il culo nessuno.
Avrei detto poi che, nonostante tutti questi stereotipi (l'ebreo che vuole sempre fare affari; i russi che all'estero sono supercafoni, per non parlare dei loro oligarchi...), il film riesce a commuovere e a esprimere molte verità, soprattutto sul potere della musica.

Poi leggo i quotidiani on line e mi ricordo di una notizia vista ieri sera al tg e subito rimossa perché andavo di fretta, dovevo scongelare e friggere il seitan, lavare e tagliare il radicchio, vestirmi e correre al cinema.
Hanno riversato nel Lambro qualcosa come 600 mila metri cubi di petrolio.
Non si può quantificare un danno del genere, ma per colpa di alcuni delinquenti la pagheremo tutti. Il Lambro scorrerà e si butterà nel Po.
Uccelli e pesci morti stanno già venendo a galla.

Mi viene in mente un racconto di Italo Calvino, uno di quei racconti apparentemente gai ma in realtà tristissimi, su Marcovaldo. No, non ho voglia di andarlo a cercare adesso. Ricordo però che c'era un fiume bellissimo, in città, di un azzurro, ma di un azzurro che così non se n'erano mai visti, e Marcovaldo ci pescava dei pesci fantastici e li portava a casa tutto fiero per papparseli coi familiari. Finché alla fine del racconto si scopriva che quel bell'azzurro proveniva dagli sversamenti di mercurio o qualche altro inquinante, Marcovaldo finiva all'ospedale e fine della fiaba.
Chissà se la città del racconto era Torino o Milano.
Chissà se il fiume del racconto era proprio il Lambro.

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La democrazia è fatta per gli anglosassoni: noi latini andiamo dietro a chi urla più forte (Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira)

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia (Blade Runner)

Il bello di essere al governo è che se una cosa non ti piace, puoi  renderla illegale (I love Radio Rock)

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