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televisione
25 febbraio 2009
Perché Sanremo non è più Sanremo, e ci mancherebbe altro

Una riflessione semplice semplice.

L'edizione 2008 di Sanremo, pur avendo molta meno audience di quella 2009 (per la quale bisogna fare tanto di cappello a Bonolis, e chi si scandalizza del suo onorario non si rende conto del ritorno economico che la Rai ne ha avuto), chi aveva fatto vincere, in fondo?
Una coppia, lui belloccio lei pure, ma mica Albano e Romina: una coppia che da mesi portava nei teatri il musical di Cocciante "Notre Dame de Paris", e che la canzone fosse di Gianna Nannini poco importava: a segnare una discontinuità era stata la teatralizzazione dell'atto di cantare, il "prestito" da un altro medium (il teatro), la fama conquistata dal duo non in virtù dei loro dischi ma del loro essere protagonisti di un musical, genere americano ormai molto in voga anche in Italia.

Non solo, ma in quei pochi minuti di zapping del 2008, ricordo con orrore un siparietto proprio tra Giò Di Tonno e Lola Ponce e i membri della c.d. "Giuria di qualità" sanremese ove questi ultimi, dopo il voto con cartellini alzati, avevano osato criticare la canzone e la prestazione - appunto - poco sanremese dei due, i quali avevano risposto nello stile ma-lei-come-si-permette.
Dico con orrore perché nella Sanremo ovattata e kgb-ese di una volta, mai ci si sarebbe immaginati di assistere a uno scontro in diretta tra critici e cantanti. Quello non era Sanremo: era già "Amici", era già l'inconfondibile marchio del reality, del format mediasetizzato dove è scontato che al pubblico si debbano dare ogni 5 minuti delle belle scosse adrenaliniche perché non si addormenti e non cambi canale. Infatti anch'io nel mio piccolo (piccolo nel senso che il mio zapping solo per puro caso mi aveva fatto assistere a quei 5 minuti di Sanremo: è da quando vinse "Terra promessa" e Luìs Miguel arrivò secondo che non lo guardo più... che nostalgia - non di Luìs Miguel ed Eros, solo della me stessa di allora che ritagliava le loro foto da Sorrisi & Canzoni e le portava a scuola per celebrare il tutto con le mie amichette Cristina e Mara) mi ero indignata per quel siparietto, quindi... chapeau.

E che il carneade Carta-Marco-da-Amici arrivi primo nel 2009 e ci sia pure la sua "agente" Maria de Filippi a metterci sopra il cappello, non dovrebbe stupire nessuno: è la naturale deriva delle cose, e Sanremo se voleva sopravvivere, e magari farsi guardare dai giovani, doveva pure adeguarsi ai tempi. Se ci fa schifo, non guardiamolo, che non ci obbliga nessuno. Ma scandalizzarsi proprio no, non mi sembra il caso.

Tanto più, e torno a elogiare Bonolis, che riuscire ad avere Mina in apertura, Benigni nella prima serata, le celebrazioni di De Andrè con la PFM e due attori belli e carismatici (peccato che Stefano Accorsi non abbia voce, mentre Claudio Santamaria, che si era già esibito nello show della Cortellesi e prima ancora era stato un credibile Rino Gaetano nella fiction omonima) non è da tutti.
Neanche un po'.

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