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POLITICA
19 maggio 2009
Astensionismo 2

La riflessione che seguirà vale per tutte le anime candide e tormentate che non vogliono più andare a votare perchè "in quelli là non mi riconosco più", quegli altri "non sono consoni alle mie aspirazioni più ideali".
Ma di che cosa vai cianciando?
Conosci vagamente la storia del XX secolo? No?

Allora facciamo qualche esempio e poi dimmi se consideri ancora il voto una sciocchezzuola di cui tu, essere superiore e incompreso, puoi fare a meno.
Ti sarebbe piaciuto vivere nell'URSS stalinista? Lì si votava, eccome, solo che c'era un unico partito e si poteva scegliere solo se confermargli la fiducia o no.
O forse avresti trovato più eccitante il Cile di Pinochet o l'Argentina del '76? Che meraviglia, il brivido della clandestinità, di farsi torturare o gettare da un aereo in volo per aver manifestato contro il governo... mmmm...
Ma anche la Cina non dev'essere stata male... un bel partito unico anche lì, e se avevi grilli per la testa da intellettuale, vent'anni di rieducazione a lavorare nei campi, così ci pensavi su prima di esprimere qualche opinione personale.
Se poi sei, come probabile se mi stai leggendo, italiano, forse ricorderai che le elezioni a suffragio universale maschile ce le hanno concesse solo nel 1919, quelle aperte anche alle donne nel 1948 e che dal 1922 al 1945 un simpatico gruppo di signori con la camicia nera ha abolito tutti i partiti che non si chiamavano Pnf.
Ti basta? No?

Allora proseguiamo con l'attualità, che anche qui gli esempi non mancano.
Anche senza chiamarti San Suu Kyi, mi sa che ti divertiresti da matti a vivere nella Birmania di oggi. Una bella giunta militare, elezioni quando fa piacere a loro, possono partecipare tutti i partiti, purché piacciano alla giunta, altrimenti no.
Parli russo? Allora vatti a divertire in Bielorussia, dove Lukashenko gestisce indisturbato il potere dal 1994, cambiando la costituzione quando e come gli pare, mantenendo la pena di morte e addirittura - folkloristico, eh? - continuando a chiamare i suoi servizi segreti KGB. Provaci, a candidarti per un altro partito... ma ti consiglio di fare prima testamento.
Non che la Russia di Putin sia tanto meglio: lì il multipartitismo ormai è una realtà, peccato che ogni tanto candidati scomodi al Presidente spariscano nel nulla, per non parlare dei giornalisti.
O preferiresti l'Africa? Ho detto Africa?! Be', qui il catalogo è lungo... cosa preferiresti, i brogli elettorali del Camerun?
Il Sudan, dove se abiti in Darfur è un miracolo essere ancora vivo?
O la Somalia, dove dal 2001 non esiste neanche più un governo? E' il Paese ideale per te che preferisci non sporcarti le mani con l'urna elettorale: lì stai tranquillo, che il rischio di rovinarti la domenica in fila al seggio, non lo corri. La domenica potresti passarla a guardare col binocolo i pirati somali all'arrembaggio... meglio di Johnny Depp!

Conclusioni se per caso fossi così ottuso da non aver ancora capito dove voglio andare a parare:
1) tu, cittadino o cittadina italiana maggiorenne del XXI secolo, sei un privilegiato
2) E' questo che significa la frase "il voto è un diritto e un dovere".
3) Tu non ti rendi conto che in altre parti del mondo ci sono persone che combattono, soffrono, vengono imprigionate senza processo o con processi-farsa, per aver rivendicato il loro diritto di pensiero, parola e voto. Quindi non osare dire che eserciti una libertà democratica, non votando, perché non sai quello che dici.
4) Se ritieni che nessun partito italiano, compreso quello dei Pensionati, il Svp, la Lega dei Consumatori e l'Associazione di Mio Nonno in Carriola, ti rappresenti, puoi comunque esercitare il tuo diritto-dovere di voto annullando la scheda o lasciandola in bianco.
5) Se ti fanno schifo tutti i partiti, portati una penna e scrivilo sulla scheda: annullerai la scheda, ma avrai manifestato il tuo pensiero, e vivendo (per ora) in un Paese civile non andrai in galera per questo.
6) E' comunque giusto che tu sappia che ogni singolo voto, sommato agli altri singoli voti, per evidenti ragioni matematiche dà luogo a una maggioranza e a delle minoranze, variabili in base al numero di liste presenti e alla legge elettorale prevista per ogni tornata elettorale, ma comunque di solito valida. Per cui, se annulli o lasci bianca la scheda, poi non lamentarti di non sentirti rappresentato.
7) Se oggi voti per un partito o per un candidato, non sei obbligato a votarlo per tutta la vita.
8) Se hai dei dubbi tra A, B e C, visto che la perfezione non esiste, fai una scelta razionale: vota il soggetto che presenta meno ombre, punti a sfavore, criticità. Tanto, sappilo, non troverai mai un candidato o un partito perfetto.
9) Sempre in tema di razionalità: se la legge elettorale è maggioritaria (o se è proporzionale ma c'è una soglia di sbarramento da raggiungere) è matematicamente inutile disperdere il voto dandolo a partitini che probabilmente non raggiungeranno il quorum. Tanto varrebbe darlo al partito, o alla coalizione, che più si avvicina a quel minipartito.
10) Quando vai a votare, pensa al Cile, alla Somalia, alla Birmania, al Sudan e sii contento...

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Il bello di essere al governo è che se una cosa non ti piace, puoi  renderla illegale (I love Radio Rock)

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