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POLITICA
2 ottobre 2009
Equivoci sulla libertà di stampa

Visto che domani c'è la manifestazione per la libertà di stampa, mi permetto una riflessione e alcuni distinguo: in Italia, nonostante le pressioni, le minacce, i ricatti (Boffo) e le denunce penali intimidatorie (Republica, Unità...) sulla carta stampata si può ancora scrivere liberamente.

Il medium attualmente più libero - e su questo mi piacerebbe conoscere la vostra opinione - è internet, dove oltretutto chiunque, gratuitamente, può aprire un blog o inviare messaggi non filtrati e non censurati, lo si è visto con le elezioni iraniane (l'Italia come l'Iran?).

Il medium invece dove non c'è quasi più e, per Berlusconi, non deve esserci libertà di stampa, è naturalmente la televisione.
Perché da profondo conoscitore di questo mezzo, che ha contribuito a creare, a plasmare, a diffondere (anche se all'estero più di tanto non ha sfondato), B. sa che la stragrande maggioranza (non ho il dato preciso) degli italiani si informa solo e soltanto attraverso la tv; dei quali, il 70% sceglie di guardare, tra i telegiornali, solo il Tg1.
E' in tv quindi, sui tg in particolare, e sul Tg1 in particolarissimo, che lui deve esercitare il suo controllo, la sua censura, all'occorrenza le sue epurazioni.
Con i tg (pseudo-tg, compreso il Tg5 da qualche anno) di Mediaset non ha problemi, il Tg di LaSette, per quanto indipendente, non gli fa paura perché lo guarda sì e no il 5% degli italiani.
Un discorso a parte, ma tutto politico e tutto interno alle logiche spartitorie Pdl, meriterebbe il Tg2, che spesso (guardare per credere) si smarca da B. rivendicando di volta in volta le posizioni di Fini o della Lega.
Che cosa resta da controllare?
Ovvio: il Tg3 (risale a ieri la nomina della Berlinguer a direttore: quanto durerà? La tempra ce l'ha, come del resto Concita de Gregorio, ma il clima è da Deserto dei Tartari) e i programmi di informazione politica, ivi compresi i "pericolosissimi" Chetempochefa, Parla con me o qualsiasi, anche quando modesto e poco graffiante, programmino Rai che registri un buono share.

Ecco perché, con buona pace di Vittorio Zucconi e di qualunque altro commentatore che ieri (mi riferisco a Radio Capital e a Repubblica Tv) si stupiva retoricamente che B. cerchi di far chiudere programmi che tirano e faccia traballare le poltrone dei direttori delle reti che fanno audience, chiedendosi i commentatori in quale altro Paese sarebbe un demerito fare audience, penso che nel giro di qualche mese ci sarà una resa dei conti, magari prima sui direttori di Rai2, Rai3 e relativi Tg, rispetto ai programmi "eversivi", che dopo le epurazioni bulgare non credo si vogliano martirizzare per la seconda volta.

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