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5. Vai coi tagli!

Oggi il governo chiederà la fiducia al Parlamento. E la implorerà ai mercati.
(da www.spinoza.it)


Il giorno dopo l’insediamento, il direttore generale dell’Ente Pensioni di Tritzinia si recò con il cappello in mano dai nuovi governanti e spiegò loro, tabelle e grafici alla mano, che l’ente era al collasso. Semplicemente, non c’erano più soldi per pagare le pensioni.
- Ah, disse il premier grattandosi la testa sotto il riporto biondo-ariano.
- E perché non è andato a dirlo a quelli di Centro-Alto, lei?, chiese severo il ministro delle finanze.
- Gliel’ho detto due anni fa, ma erano sotto elezioni e hanno preferito tenere per sé la notizia.
- Ah. Vorrà dire che finanzieremo il deficit dell’ente con l’emissione di nuovi titoli di Stato, disse il premier.
- Ma abbiamo già un deficit del 120% sul Pil, disse il ministro delle finanze.
- Io suggerirei di tagliare la spesa sociale e di rivedere l’età pensionabile, suggerì il ministro degli interni.
- Secondo i nostri calcoli bisogna innalzarla minimo a 65 anni.
- Per chi?
- Per tutti, Presidente!
- Ma se tagliamo la spesa sociale, come faremo a mantenere la nostra promessa di aiutare i giovani disoccupati? Almeno aumentiamo le tasse per i ricchi, tuonò sdegnato il ministro del welfare.
- Vedremo, disse il capo del governo.

Nel frattempo i Giovani tritziniani erano tutti chiusi in casa, affaccendati a mandare xms pasquali a raffica, ascoltando musica pasquale con i loro Silliboy©.

Come era facilmente prevedibile, quando il governo andò in parlamento a spiegare che bisognava approvare in tempi stretti i tagli e la nuova riforma delle pensioni, l’opposizione annunciò, sdegnata:
- Giammai! Proteggeremo i cittadini con il nostro corpo da un così iniquo provvedimento! Ecco a cosa porta il vostro governo: lacrime e sangue! Comunisti!
E quando il partito di Centro-Basso rinfacciò a quello di partito di Centro-Alto di sapere da due anni del drammatico deficit dell’ente pensioni, i ministri uscenti negarono, come avrebbe fatto chiunque al loro posto.
A ciò si aggiunse la fiera opposizione del partito del Basso, che aveva fra il suo elettorato solo lavoratori e minacciò di far cadere il governo, se solo si fosse azzardato a toccare le pensioni.
- Mettete la patrimoniale sulle rendite dei miliardari, piuttosto! Fate pagare l’Ici alla Chiesa del Settimo Sigillo, perbacco!
- Ecco, noi veramente siamo preoccupati anche per i Giovani, che non solo non hanno lavoro, ma quando lo troveranno...
- Appunto! Avevate o no promesso di aiutare i Giovani a trovare lavoro?

Ma il governo di Centro-Basso, che si sentiva in colpa verso quello di Centro-Alto e non voleva farsi subito una cattiva fama presso i miliardari, i religiosi e gli imprenditori, tentennava.
Prese tempo, fece dichiarazioni, sondaggi segreti e tre mesi dopo propose una manovra che finanziava il deficit con nuovi titoli di Stato tritziniani da vendere ai mercati stranieri, aumentava l’età pensionabile a 60 anni per gli uomini cui mancavano 3 anni alla pensione, non toccava né le rendite né i privilegi ecclesiastici e dava alle imprese piena facoltà di assumere a tempo determinato e di licenziare senza giusta causa.
I sindacati andarono in piazza portandosi dietro i loro iscritti, cioè pensionati e lavoratori alle soglie della pensione. Il giorno dopo, il partito del Basso ritirò i suoi voti e il governo cadde.
Nel frattempo i Giovani, che non leggevano i giornali, continuarono imperterriti a spedirsi 15 xms natalizi al giorno, ascoltando musica natalizia con i loro Silliboy©.


[CONTINUA NELLA PROSSIMA PUNTATA]

Pubblicato il 22/9/2011 alle 8.55 nella rubrica my novels: La strana storia della Tritzinia.

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