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7. Morte al passeggino!

Una deroga all’articolo 18 faciliterà i licenziamenti. E ancora non sono passati alle deroghe pesanti.
(da www.spinoza.it)


Ma un bel giorno, una coppia di Giovani tritziniani molto belli e molto ricchi, lei attrice del cinema, lui musicista, annoiati dalla ripetizione che si annidava nelle loro esistenze edoniste e materialiste, lanciarono una nuova moda: basta con gli aperitivi, le facili conquiste, le droghe sintetiche, i viaggi estremi!
La cosa più rivoluzionaria era fare i genitori! Si misero a figliare come conigli, adottando nei tempi morti e arrivando nel giro di 6 anni alla bellezza di otto figli - cinque femmine e tre maschi, di vari colori. Il nuovo grido di battaglia era: riproduzione, morte al passeggino, portarseli dietro ovunque e possibilmente farsi fotografare con tenere espressioni in compagnia dei pargoli.
Le multinazionali fiutarono l’affare e iniziarono a regalare alla coppia articoli di ogni genere per assecondare la nuova tendenza.

Dapprima la moda si scatenò tra vip e figli di miliardari ma presto, come tutti i trend, si diffuse negli strati intermedi e infine bassi della popolazione. Gli spot pubblicitari martellavano implacabili sul concetto: per essere figo non devi avere solo l’orologio tale, la maglietta tale, il profumo tale, ma anche un’auto familiare della tal marca, il seggiolone superavanzato e le scarpine da bebé firmate.
Da un giorno all'altro il Silliboy© divenne un ammenicolo da sfigati. Il tasso di figli a famiglia schizzò dall’1,4 al 3,9% nel giro di qualche anno. Solo che...

Solo che c’era un grosso problema: quei Giovani in età riproduttiva, per lo più figli unici, che ancora non votavano e ancora non lavoravano, erano di fatto mantenuti dai genitori, ma la crescita della famiglia, il latte in polvere, i pannolini, il pediatra etc. erano un costo troppo alto rispetto agli stipendi e alle pensioni percepite dai neononni.
Di questo particolare aspetto la coppia-testimonial famosa non aveva parlato: i due infatti lavoravano da anni, con contratti fiabeschi, a differenza del resto della popolazione giovanile di Tritzinia.
Non solo, ma questo lavaggio del cervello da parte della pubblicità aveva convinto a riprodursi molte persone che, se fosse dipeso dalla loro attitudine, dalla loro maturità e dalle loro capacità accuditive, giammai sarebbero arrivati a quel passo fatale.

Inoltre, i neononni tritziniani, abituati a godersi la vita, non erano affatto felici di occuparsi nel tempo libero dei nipotini; i loro figli, abituati a non far niente dalla nascita, ne erano meno entusiasti ancora, per cui tra asili nido, asili e baby sitter i risparmi delle famiglie si erodevano sempre di più, inesorabilmente.
Accadde così che da un giorno all’altro alcuni genitori e nonni si trovarono il conto in rosso e valutarono la possibilità di smettere di mantenere figli, nuore & nipoti. Nelle famiglie iniziarono a volare parole grosse:

- Trovati un lavoro, sfaticato!
- Volentieri ma come, se tu non ti decidi ad andare in pensione?
- Ho solo 50 anni, cretino! Me ne mancano 4, e con l’aria che tira, chissà se me la daranno mai, la pensione!
- Ma voi ci avevate promesso di lasciarci il posto, un giorno! Traditori!
- Be’, abbiamo cambiato idea! Trovati qualcos’altro da fare!

oppure:

- Tu la devi smettere di andare alla Canottieri a giocare a canasta con quelle altre vecchie!
- Vecchia sarai tu! Io, alla tua età, facevo il giro della Nuova Zafralonian in interrail da sola con cinque maschi, ah ah!
- Vergognati, mamma! Hai due nipotini!
- Non te l'ho mica ordinato io di fare due figli uno attaccato all'altro, cara! Cavoli tuoi e di quell'ingegnere dei Lego che ti sei trovata!
- Sarà mica colpa di Alderigo Maria, se quando manda il curriculum non gli rispondono neanche?
- Sarà mica colpa mia se voi siete degli incapaci?

Anzi, certe coppie di consuoceri litigarono e smisero di rivolgersi la parola, per non essere riusciti a scaricare gli uni sulle spalle degli altri il peso delle nuove generazioni.
L’unica cosa logica da fare, e molti giovani l’avrebbero anche fatta volentieri, era mettersi a lavorare, ma come, se la disoccupazione era al 40% e quel poco lavoro era tutto già assegnato ai loro genitori? Finché un bel giorno...


[CONTINUA NELLA PROSSIMA PUNTATA]

Pubblicato il 27/9/2011 alle 8.55 nella rubrica my novels: La strana storia della Tritzinia.

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