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Strumenti di marketing turistico 2: (SEGUE) la posta elettronica II

Il 29 gennaio abbiamo parlato di come (non) farsi trovare per mezzo di indirizzi e-mail obsoleti, malfunzionanti etc.
Facciamo un passo avanti e chiediamoci: a quale provider appoggiarsi? Nel mare magnum delle possibilità, questo interrogativo si ramifica a sua volta in altri 3:
a) quale dominio
b) quale estensione
c) quale provider vero e proprio.

IL DOMINIO
Se avete, o progettate di avere entro breve tempo, un sito web, o perlomeno un blog aziendale, per la vostra azienda turistica, la cosa migliore è che il vostro indirizzo pubblico, quello che reclamizzerete ovunque, si appoggi al sito o blog medesimo con un bell'info iniziale che si fa percepire immediatamente e in tutto il mondo come l'indirizzo giusto cui rivolgersi per ricevere informazioni su quella struttura turistica (es. www.ilborgomarziano.xx  >  info@ilborgomarziano.xx).
Se non avete, e siete ragionevolmente sicuri di non avere la possibilità di farci un sito o blog (perché non avrete il tempo di gestirlo, ad esempio: meglio non averlo che lasciarlo languire senza aggiornamenti per mesi o anni), allora inventatevi un dominio che ricalchi più fedelmente possibile la denominazione ufficiale della vostra struttura.
Attenzione: non ho detto il vostro nome e cognome, ma quello della struttura: perché è quello il marchio, il brand nel gergo del marketing turistico, che dovete promuovere. 
Se coincidono, tutto ok, ma anche in questo caso, create comunque un indirizzo ufficiale distinto da quello personale: eviterete che le e-mail degli amici finiscano nel calderone di quelle professionali e che l'Agenzia delle Entrate vi scriva a quello personale rovinandovi le ferie.
Dominii da evitare: lunghi elenchi alfanumerici che facciano venire mal di testa. Termini goliardici o volgari, a meno che non facciano parte della vostra mission aziendale. Le  abbreviazioni in burocratese o da nerd che nessuno capirà tranne voi. Le sigle commerciali come "srl" o "spa" (quest'ultima, per inciso, va bene solo se gestite un centro termale, essendo internazionalmente abbreviazione di salus per aquam e sinonimo di centro termale, appunto). I titoli alla Lina Wermuller, per carità di Dio. 
Siate brevi ed efficaci.

L'ESTENSIONE
E' quella roba che si trova dopo l'ultimo punto. Può essere it per l'Italia o simile per altri Stati, oppure com, o biz (abbreviazione di business), o eu o altro ancora.
Per un'azienda privata il com suona sempre bene, ma se volete rendere immediatamente riconoscibile la vostra nazionalità il suffisso nazionale è migliore, e in ambito turistico l'origine conta. Se poi farete versioni in altre lingue, sceglierete le relative estensioni (di solito .com per la versione inglese etc.).

IL PROVIDER
Gli amici più scafati a livello informatico mi dicono che Gmail è il provider migliore rispetto ai concorrenti più usati in Italia, tipo Hotmail, Virgilio, Libero etc. Ha più funzionalità, più memoria, si integra meglio con altre piattaforme e ha perfino dei test per quando ti colleghi il venerdì sera ubriaco e rischi di fare una dichiarazione d'amore al capoufficio.
Altre alternative possono essere quelle legate al vostro provider telefonico, come 3, Tim, Vodafone, ma sinceramente ne sceglierei uno più professionale, come appunto Gmail.
Ovviamente vi tocca sceglierne uno se non avete un sito vostro cui appoggiare l'indirizzo, v. "dominio".

Cosa ne pensate? Avete altre idee al riguardo? Commentate pure e dite la vostra. 
E soprattutto, anche quando fate una cosa in apparenza banale come scegliere un indirizzo di posta elettronica, ricordate sempre: that's all marketing!

Pubblicato il 3/2/2014 alle 16.0 nella rubrica antologia di Spoon River.

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